Chi ha lavorato anche solo alcuni anni in Svizzera ha versato contributi AVS. La domanda che quasi tutti si fanno: se torno in Italia, li perdo? No.
Scrivici su WhatsAppI contributi versati in Svizzera restano acquisiti e, al raggiungimento dell’età pensionabile, la rendita AVS viene erogata anche a chi risiede in Italia, nella valuta del paese di residenza.
Per chi ha lavorato sia in Svizzera che in Italia, entra in gioco la totalizzazione internazionale: un meccanismo che somma, ai soli fini del diritto alla pensione, i periodi contributivi nei due paesi. Non sposta un franco da un conto all’altro — ogni paese continua a pagare solo la propria quota, calcolata sui propri contributi — ma può essere decisivo per raggiungere i 20 anni di contributi richiesti in Italia se la vostra carriera italiana da sola non basta.
Un punto che sorprende molti: il secondo pilastro (la parte obbligatoria della previdenza professionale svizzera) non si può riscuotere semplicemente tornando in Italia. Resta depositato su un conto di libero passaggio svizzero fino all’età pensionabile, salvo casi specifici previsti dalla legge svizzera.
È un capitale gestito secondo regole elvetiche, separato dal calcolo della pensione italiana — va pianificato, non improvvisato.
Prima di fissare una data di rientro, vale la pena farsi fare un conteggio previdenziale reale — quanto avrete di AVS, cosa succede al secondo pilastro, e se la totalizzazione con l’INPS vi serve davvero o se la vostra storia contributiva italiana basta da sola.
Per un primo ordine di grandezza, mettete i vostri numeri nello strumento: quanto secondo pilastro serve per la casa e quanto resta per vivere. Il vostro rientro, in numeri
L’audit conoscitivo di 15 minuti non impegna a nulla.
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